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Recuperare, coltivare, cucinare, valorizzare e promuovere prodotti agricoli appartenenti ai nostri territori e legati alle sue tradizioni e crescita sopratutto quei prodotti dimenticati o quasi dai più.

I produttori coltiveranno specie autoctone quasi dimenticate come: Cavolo Frascone, Fagiolo Schiaccione, Barba di Prete della Versilia, Carota Pastinocello.L’obiettivo è ripercorrere, per non dimenticare, la cultura di una economia contadina locale di sussistenza sulla quale è cresciuta la nostra società prima dell'avvento della grande distribuzione che ha standardizzato consumi e conoscenze ed impoverito la nostra cultura.

Cavolo Frascone dell’Alta Versilia

La varietà Frascone dell'Alta Versilia viene ancora oggi coltivata nella zona di Cardoso, Volegno, Pruno, Pomezzana, Farnocchia, Retignano e Terrinca (comune di Stazzema). Dopo i primi freddi, le foglie assumono un sapore più gradevole e vengono destinate all'alimentazione umana. Tipica coltura da autoconsumo, con raccolta scalare delle foglie (per gli animali da cortile) e delle cime non fiorite nell'epoca invernale-primaverile. Veniva e viene usato in diverse preparazioni. Di origine sconosciuta, forse deriva da un processo di selezione e di miglioramento del cavolo spontaneo, legato alla leggenda di San Viviano (1350-1400) vissuto come eremita in diversi luoghi delle Alpi Apuane, per rifugiarsi infine nel luogo dove sarebbe poi sorto il piccolo eremo a lui dedicato, nella frazione di Vagli di Sopra.

Fagiolo Schiaccione

Il Fagiolo schiaccione viene coltivato in Versilia a Pietrasanta e Camaiore e, in misura minore, nella Piana di Lucca. È bianco, lungo circa 2,5 cm e ha una forma allungata e schiacciata. Ha sapore dolciastro ed è molto tenero. Il terreno di questa zona è particolarmente adatto alla produzione dei legumi in quanto rimane fresco anche in estate, elemento che influisce in modo determinante sulla crescita e dunque sulla qualità del prodotto finale. È un fagiolo coltivato sin dall’antichità. Secondo alcuni proverrebbe dal Veneto e sarebbe conosciuto come Piattella veneta. È interessante proporlo nelle zuppe di pesce, un esempio è la Zuppa di pesce povero con fagiolo Schiaccione.

Carota Pastinocello

Il pastinocello è una carota spontanea (Daucus carotae maior) che si trova - da febbraio a marzo - nei prati lungo gli argini dei fiumi, in particolare nelle province di Lucca e Massa Carrara. Può essere anche coltivata. Della pianta spontanea si consumano il fusto e le foglie; della pianta coltivata la radice. Le foglie sono verdi e lucide, il fusto è striato e ramoso, lungo da 30 cm fino a 2 m, con fiori bianchi. La radice del prodotto viene adoperata unicamente per l'alimentazione umana, cruda o cotta, mentre le foglie, oltre che per la preparazione di frittate e tisane diuretiche, sono utilizzate fresche come alimento per il bestiame. La coltivazione del pastinocello è a rischio: la pianta spontanea è ancora reperibile ma la carota non è utilizzabile. Dal dopoguerra la sua coltivazione è in pratica caduta in disuso. Solo nel 1997 un appassionato di prodotti tipici, rinvenendone qualche seme, ha ricominciato a coltivarla.

Barba di Prete della Versilia

La Barba massese (chiamata anche barba di prete della Versilia o scorza nera) è un ortaggio con radice fittonante di colore marrone all’esterno e bianca all’interno. La lunghezza arriva fino a circa 25 cm; dopo la cottura il sapore è dolciastro, la consistenza pastosa. La barba massese, prodotta da giugno ad ottobre, viene confezionata in mazzi. Di primaria importanza per la sua produzione è l’influenza del clima che, assieme al terreno, conferisce a questo vegetale il caratteristico sapore dolciastro che lo distingue dalle altre radici. Raffaello Raffaelli nella sua Monografia storica e agraria del circondario di Massa e Carrara del 1881 riferendosi nello specifico alla barba di prete annota che “nel Massese tali erbe si seminano ai tempi debiti nei luoghi che hanno servito agli agli e alle cipolle“.

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